AdBlue: 7 cose che deve sapere chi utilizza un’auto diesel

AdBlue: 7 cose che deve sapere chi utilizza un’auto diesel

29 luglio 2022

Breve guida alla scoperta dell’AdBlue: cos’è, come funziona, quando e come rabboccarlo

Adblue Copertina

Abituati alle vecchie auto diesel, molti non sanno che quelle di nuova generazione hanno un secondo serbatoio per l’AdBlue, un additivo con la funzione di diminuire le emissioni derivanti dalla combustione del gasolio.

La presenza di questo serbatoio aggiuntivo non è un dettaglio trascurabile, perché, come vedremo, necessita di una piccola ma inderogabile manutenzione.

1. Che cosa è e come funziona l’AdBlue?

Come abbiamo detto l’AdBlue è un additivo, composto da acqua demineralizzata e urea, ed è necessario a per tutti i motori diesel che montano un catalizzatore SCR.

Questa miscela, aggiunta nell’apposito serbatoio, viene poi nebulizzata nell’impianto di scarico dove entra in contatto con gli ossidi di azoto (NOx) scomponendoli in azoto e vapore acqueo.

Grazie a questo processo l’AdBlue è in grado di ridurre le emissioni derivanti dalla combustione del diesel, per questo è largamente impiegato negli impianti di scarico di ultima generazione.

2. Quanto costa l’AdBlue?

Mediamente le auto consumano circa 1 litro di AdBlue ogni 1.000 km. Il costo varia dai 2 ai 5 euro al litro, rappresentando dunque una spesa esigua, che non incide significativamente sul costo per km rispetto al carburante.

Le differenze di prezzo sono legate alla qualità del liquido. Nel caso dell’AdBlue il fattore che maggiormente incide sulla qualità è il tipo di urea da cui è ricavato: in alcuni casi la si ottiene da urea solida e meno pregiata, in altri casi, invece, da urea liquida, che tende ad essere più pura e a preservare meglio l’intero impianto.

3. Dove comprare l’AdBlue?

Molti distributori di carburante ormai vendono anche AdBlue, erogabile da una pompa analoga a quella per la benzina, ma è possibile acquistarlo anche in taniche presso rivenditori di ricambi.

4. Quando rabboccare l’AdBlue?

La frequenza con cui si deve rabboccare il liquido dipende dalla grandezza del serbatoio.

Alcune auto consentono di rilevare in qualsiasi momento il preciso livello dell’AdBlue, altre invece sono dotate solo della spia della riserva che, come quella del carburante, si accende in tempo utile per effettuare il rabbocco.

illustrazione spia AdBlue

5. Come ricaricare l’AdBlue?

L'apertura da cui rabboccare l’AdBlue solitamente è collocata vicino a quella del serbatoio diesel, ed è contraddistinta da un tappo blu. In alcune vetture, invece, si trova nel portabagagli, perciò in caso di dubbi sulla locazione consultare sempre il manuale dell’auto.

Basterà quindi aprire il tappo e procedere al rifornimento.

Il liquido non è pericoloso o infiammabile, ma risulta corrosivo per alcuni materiali e può macchiare i tessuti, per cui si consiglia di fare molta attenzione a non farlo cadere durante la fase di rabbocco.

In caso di rifornimento tramite tanica, si ha in dotazione anche un tubo di riempimento con beccuccio al fine di facilitare l’operazione.

foto di come si esegue il rabbocco dalla tanica

6. Cosa succede se non si ricarica l’AdBlue?

L’AdBlue è un additivo ideato per rendere i motori diesel conformi agli standard europei sull’inquinamento.

Perciò in caso di scarsità di liquido le prestazioni si riducono, mentre in assenza totale il motore non sarà in grado di avviarsi.

7. E se la spia dell’AdBlue non si spegne?

A volte può succedere che la spia dell’AdBlue non si spenga dopo il rabbocco, in particolare se il liquido iniziale era quasi del tutto esaurito.

Se contestualmente all’accensione della spia dell’AdBlue si accende anche quella del motore, molto probabilmente si è verificato un guasto.

In entrambi i casi è necessario far valutare la vettura ad un centro assistenza autorizzato, come i centri assistenza Leonori, per procedere al semplice reset della spia o alla valutazione di un intervento più approfondito.

leonori assistenza

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