10 fake news che devi assolutamente conoscere sulle auto elettriche

15 dicembre 2023

Copertina

Chi non ha mai provato un'auto elettrica o non conosce a fondo il funzionamento di questo nuovo tipo di vetture potrebbe pensare che alcune delle bufale che circolano in rete siano vere, ad esempio: "le auto elettriche prendono fuoco, non ci sono abbastanza colonnine, ricaricare costa troppo" e così via. 

Per questo motivo, Federcarrozzieri (associazione nazionale per la tutela delle carrozzerie italiane indipendenti) ha voluto fare chiarezza sull'argomento, sfatando una volta per tutte le 10 principali fake news che circolano in rete sull’argomento. Vediamole.

1. Le auto elettriche prendono fuoco facilmente

È la bufala più diffusa in questi giorni in rete, anche a seguito dei tragici eventi legati al bus di Mestre, dice l'associazione.

I veicoli ad alimentazione elettrica presentano lo stesso rischio di incendio delle auto a motore termico e la presenza di una batteria al litio non alimenta affatto la possibilità di fenomeni incendiari.

Dice Federcarrozzieri: “Le auto elettriche, al pari degli altri veicoli, prima della messa in commercio devono superare dei controlli specifici, alcuni relativi anche ai requisiti antincendio. Ciò che cambia sono i tempi tecnici necessari per spegnere le fiamme, che secondo alcuni studi sarebbero più lunghi in caso di batteria al litio a fuoco”.

auto-elettrica

2. L’auto elettrica inquina come quelle termiche se non di più

I dati diffusi dalla Società Italiana di medicina ambientale (Sima) sostengono che le auto elettriche immatricolate oggi in Europa, “emettono in media nel loro intero ciclo di vita il 69% in meno di CO2 in atmosfera rispetto ad una vettura a gasolio, il che equivale a 75 g di CO2 per km nel suo intero ciclo di vita, contro i 250 g di CO2 di una vettura diesel. Senza contare che l’energia necessaria per ricaricare le auto elettriche proviene spesso da fonti rinnovabili come l’eolico o i pannelli solari”.

eolico

3. I motori a benzina e diesel oramai non inquinano più

Anche questa affermazione non è vera: le auto a motore termico continuano a rappresentare un enorme problema per la qualità dell’aria. “Senza contare che l’efficienza di un motore elettrico - dice Federcarrozzieri - si aggira tra l’80 e il 90%, quella di un veicolo a benzina si ferma al 30% e non supera il 40% per il diesel”.

auto-benzina

4. Le batterie delle auto elettriche non si possono smaltire

Una piccola premessa: la durata delle batterie delle macchine elettriche dipende da una serie di fattori, tra cui:

  • la data di fabbricazione
  • la tecnologia con cui vengono costruite
  • la struttura del componente (ioni di litio o stato solido)

Allo stesso tempo, l’innovazione permette di migliorare sensibilmente questo parametro con nuovi modelli sempre più duraturi.

Dunque anche questa affermazione è falsa, “perché le batterie possono essere recuperate, riciclate e riutilizzate per creare, ad esempio, unità di stoccaggio energetico per impianti fotovoltaici, prolungando così il loro ciclo di vita sotto altre forme”.

Le batterie agli ioni di litio possono avere una vita utile di 8/10 anni, con un chilometraggio minimo garantito di almeno 160.000 Km. Le batterie più moderne ai polimeri di litio hanno una durata superiore, con prestazioni migliori intorno al 20/30% in più rispetto a quelle al litio tradizionali.


Ogni vettura elettrica cambia la batteria in un momento diverso, questo perché la vita della batteria dipende da vari fattori:

  • il numero di cicli di ricarica
  • le modalità utilizzate per la carica
  • le cure dedicate alla manutenzione della batteria

Questi aspetti possono incidere molto sulla durata totale della batteria dell'auto elettrica, aumentandone o riducendone la longevità. Di norma però, quando la capacità scende al di sotto del 70% bisogna cambiare la batteria, sostituendola con una nuova per mantenere alta l’efficienza del veicolo.

In questi casi, non bisogna buttare la batteria dell’auto elettrica, che può essere smaltita in modo più ecologico e riutilizzata per altre finalità.

Al momento, la soluzione più diffusa consiste nel donare una seconda vita alle batterie, che – una volta esaurite – possono diventare accumulatori di energia. In Italia, EnelX ha lanciato il progetto Pioneer, che prevede l’utilizzo di batterie esauste per accumulare l’energia di un impianto fotovoltaico che alimenta l’aeroporto di Fiumicino a Roma.

batterie

5. Le auto elettriche vanno ricaricate di continuo perché hanno bassa autonomia

Un'altra bufala. “Con una batteria da 50 kWh si possono percorrere in media tra i 250 e i 300 km e numerose auto montano oggi batterie da 75/100 kWh che garantiscono autonomie elevate.
Il consumo dipende poi da numerosi fattori, come:

  • lo stile di guida del conducente
  • la tipologia di percorso
  • la velocità
  • il peso del veicolo

L’autonomia delle auto elettriche non si avvicina ancora a quella dei veicoli a combustione, ma il divario si sta assottigliando: nel giro di un decennio le citycar elettriche hanno triplicato la loro autonomia e nei segmenti superiori si punta a toccare la soglia dei 500 km con una sola ricarica.

Nel 2010 la piccola Nissan Leaf garantiva circa 175 km di autonomia, oggi le citycar elettriche permettono di percorrere almeno 300 km con una ricarica: l’evoluzione delle auto elettriche è stata rapida e i numeri sull’autonomia dei BEV (Battery Electric Vehicle) continuano a crescere.

Per avere alcuni dati reali alla mano, si può fare riferimento ai risultati dei test Green NCAP, che ogni anno valutano la sostenibilità delle vetture, mettendo anche a confronto i dati rilevati sull’autonomia reale delle auto e quelli dichiarati dai produttori.

ricarica

6. Ricaricare un’auto elettrica è molto costoso

In realtà anche questa affermazione è falsa. Tutte le società che gestiscono le colonnine di ricarica per auto elettriche offrono attualmente pacchetti che consentono enormi risparmi. “Senza contare che il costo del pieno ad un'auto elettrica è pari a zero se si autoproduce in casa l’energia, ad esempio attraverso un impianto fotovoltaico”.

Un modo per risparmiare denaro e ricaricare la tua auto elettrica è attivare un abbonamento con una compagnia elettrica. Ci sono abbonamenti da 16 € al mese (prezzo variabile in base al mercato), oppure abbonamenti pay-per-use (prezzi aggiornati a novembre 2023): in questo caso paghi 0,50 € per la prenotazione della colonnina e poi 0,69 €/kWh per la ricarica Quick (fino a 22 kW di potenza) e 0,89 €/kWh per quella Fast (fino a 50 kW). 

F.A.Q. sugli abbonamenti per la ricarica elettrica delle auto:

1. Cosa succede se non consumo tutti i miei kWh?

I kWh non sono cumulabili al momento, pertanto vanno spesi nel corso del mese corrente.

2. Cosa succede quando finisco i miei kWh?

Se finisci i kWh in abbonamento ti verrà applicata la tariffa a consumo. Per evitare ciò è sempre meglio sottoscrivere un abbonamento per non trovarti a corto di energia.

3. Posso usare il mio abbonamento presso la colonnina di un altro operatore?

Dipende, devi verificare se i due operatori hanno firmato un accordo di interoperabilità.

4. Cosa succede se occupo la colonnina più del tempo previsto per la ricarica?

Quasi tutti gli operatori applicano una tariffa di occupazione che si applica a chi sosta nella postazione più del tempo necessario per la ricarica del veicolo. 

abbonamento

7. In Italia non ci sono abbastanza colonnine per le ricariche

Il numero di auto elettriche che circolano in Italia è pari attualmente a 209.000 unità, mentre si contano più di 45.000 punti di ricarica pubblici o aperti al pubblico e 25.000 colonnine in 16.557 location. Questi dati dunque smentiscono anche questa fake news.

Se confrontiamo l'offerta di colonnine attive in Italia rispetto al resto dell'Europa, la situazione resta davvero positiva: ogni 100 veicoli elettrici circolanti, in Italia si contano 21,5 punti di ricarica a uso pubblico, a fronte degli 11,5 della Francia, degli 8,2 della Germania e degli 8,9 del Regno Unito. Paesi, questi, in cui nell’ultimo anno le immatricolazioni di auto elettriche sono cresciute rispettivamente del 25,3%, del 32,3% e del 40,1%, a fronte invece del passo indietro italiano (-27,1%). Nonostante questo, il dato della presenza di colonnine sul territorio resta incoraggiante. 

ricarica

8. Le batterie delle auto elettriche non sono in garanzia e perdono velocemente efficienza

Falso! Oggi la maggior parte delle batterie ha una garanzia di almeno 8 anni o 160.000 km. “Recenti studi
hanno evidenziato che dopo i 160.000 km percorsi, le batterie riescono a conservare un 70-80% delle carica
massima iniziale. Per questo motivo il tasso di sostituzione delle batterie è molto basso, attorno all’1,5%, escludendo i richiami effettuati da alcuni costruttori”.

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9. Le auto elettriche non convengono perché costano molto di più rispetto a quelle a benzina e diesel

Nonostante i listini siano ancora molto alti, i prezzi delle auto elettriche stanno scendendo velocemente e presto si avvicineranno a quelli delle vetture tradizionali.

“Va considerato poi che, seppur in presenza di una maggiore spesa di acquisto, un'automobile con motore elettrico consente risparmi su più voci, dal bollo alle assicurazioni fino ai parcheggi, passando per il pieno”.

10. Le auto elettriche hanno costi di manutenzione più elevati

Inesatto! La manutenzione ordinaria di un'auto con motore termico costa di più di una elettrica. “Quello che costa di più, semmai, sono gli interventi di riparazione in caso di sinistro con danni a motori e carrozzerie - conclude l’associazione - in quanto le auto elettriche hanno una componentistica particolare che rende più complessi, lunghi e costosi i lavori delle autocarrozzerie”.

A chi è indeciso se acquistare un'auto elettrica o meno può però interessare sapere che, nel confronto tra auto elettrica e a benzina, per alcuni modelli si arriva anche ad un risparmio del 75% per la manutenzione ordinaria nei primi 6 anni di vita del veicolo, mentre la media sul risparmio è del 42%.

Di norma, per la manutenzione delle auto elettriche si pagano 182 € l’anno, contro i 314 € l’anno per quelle equivalenti con motore a combustione interna.

meccanico

 

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